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Prima degli strumenti viene il patrimonio.

Investire non significa semplicemente scegliere dove mettere del denaro.


Significa capire quale funzione deve avere quel patrimonio nella tua vita: quanta parte deve rimanere disponibile, quanta può cercare stabilità, quanta può essere destinata alla crescita e quanta, eventualmente, deve produrre un reddito.


Tempi, obiettivi e disponibilità possono essere diversi. E possono cambiare.


Per questo non credo nel portafoglio migliore in assoluto. Credo nel portafoglio coerente con la persona che dovrà viverlo.

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Ogni esigenza ha il suo tempo.

Ogni parte del patrimonio può avere un compito diverso.

01 — Essere disponibile

Liquidità per esigenze presenti, imprevisti e opportunità.


02 — Proteggere

Una componente destinata alla stabilità e alla conservazione del patrimonio.


03 — Crescere

Capitale con un orizzonte sufficientemente lungo per ricercare crescita nel tempo.


04 — Produrre reddito

Quando dal patrimonio devono arrivare flussi da utilizzare.


05 — Finanziare un progetto

Casa, famiglia, studio dei figli, impresa o altri obiettivi importanti.


06 — Guardare più lontano

Quando una parte del patrimonio può essere costruita pensando anche alle generazioni successive.

Gli strumenti vengono dopo.

Non esiste uno strumento giusto in assoluto. Esiste quello più adatto alla funzione che deve svolgere.

Una volta chiariti obiettivi, tempi, necessità di liquidità e livello di rischio, si può scegliere come costruire il portafoglio.


Le possibilità sono molte e possono essere utilizzate singolarmente oppure combinate tra loro.


Il punto non è partire da uno strumento. È scegliere quello che può svolgere meglio la funzione che gli abbiamo assegnato.



1 — Investimenti diretti e amministrato

Titoli, obbligazioni, azioni, ETF, certificati e altri strumenti detenuti direttamente, anche attraverso modalità di consulenza e gestione evoluta del dossier.

2 — Fondi, SICAV e differenti case d’investimento

Strategie selezionabili tra differenti società di gestione, mercati, aree geografiche, stili e classi di attivo.

3 — Gestioni patrimoniali

Soluzioni nelle quali la gestione del patrimonio viene affidata secondo profili, obiettivi e strategie differenti.

4 — Soluzioni assicurativo-finanziarie

Strumenti capaci di integrare investimento, protezione, pianificazione patrimoniale e, quando previsto, garanzie o particolari meccanismi di gestione.

Un portafoglio non si assembla. Si costruisce.

Diversificare non significa semplicemente avere tante cose diverse. Significa dare a ciascuna una funzione dentro una strategia.

01 — Costruire l’equilibrio

Definire quanto destinare a liquidità, stabilità, crescita, reddito e agli altri obiettivi individuati.

02 — Scegliere come entrare

Non tutto deve necessariamente essere investito nello stesso momento. Tempi, mercati e caratteristiche degli strumenti possono suggerire ingressi immediati o progressivi.

03 — Riequilibrare quando serve

Mercati, patrimonio ed esigenze cambiano. La composizione può essere rivista per mantenere la strategia coerente con gli obiettivi.

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Un portafoglio non è mai finito.

La pianificazione non consiste nel prevedere tutto. Consiste nel sapere cosa fare quando qualcosa cambia.


I mercati cambiano. Ma cambiano anche la vita, il lavoro, la famiglia, i progetti e le priorità.


Per questo un portafoglio costruito bene non dovrebbe essere semplicemente lasciato lì. Va osservato nel tempo per capire se continua a svolgere il compito per cui era stato costruito.


Non significa intervenire continuamente o inseguire ogni movimento dei mercati.


Significa verificare periodicamente se obiettivi, tempi, rischio e composizione del patrimonio sono ancora coerenti tra loro.


Non si cambia strategia perché cambia il mercato. Si cambia quando cambia ciò che la strategia deve fare per te.

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